PASQUA 2021: TRASFORMARE IL DOLORE IN AMORE - OLLìN

Non vi è altra via che imparare ad essere umani. I Maestri insegnano e tramandano l'esempio di come si diventa umani veri o si rifugge ciò che è la via per arrivare a Dio. Questa, però, non ha portato chiarezza per tutti, ma con metafore, si sono creati miti e leggende, religioni e dogmi che portano lontano da noi, facendoci fuggire da essa.

 

Siamo alle porte di una morte e una resurrezione. Siamo davanti a noi stessi e molte Anime hanno deciso di andarsene perché non c'è altro modo per loro di sostenere questa muova e forte energia. Ricordiamoci che l'Anima è eterna, ha tutto il tempo per riprovare, siamo frammenti di comete qui, veloce la nostra vita va passando, se non includiamo la morte, non staremo nemmeno mai accettando la vita. E il tempo del cuore è ORA, ha subito un'accelerazione perché qualcosa ha deciso la spinta e quando parlo di cuore, non parlo di gentilezza e buonismi, ma di fare spazio allo Spirito che non ha spazio se siamo pieni di condizionamenti e ruoli da sostenere.

 

Noi troviamo la vera felicità quando troviamo la nostra Anima. Null'altro può essere così liberatorio e pieno su questa Terra. Tutto il resto riempirà vuoti che poi diventano pieni temporanei e lasciano sempre un velo di mancanza. Cosa manca? L'Anima stessa.

 

E' una chiamata forte quella che sta avvenendo quest'anno. Abbiamo parlato di tornare a casa già un anno fa e dove sei rimasto? Casa è dentro e hai la possibilità di ritrovarla. Ma ricordati una cosa: in questo Mondo così crudele apparentemente, così ingiusto e traditore, così autoritario, dove il potere è diventato un DOGMA da perseguire a tutti i costi, in questo Mondo siamo qui per ritrovare la nostra Anima che vive nel cuore. Siamo come trasformatori che possono creare quella metamorfosi e ad oggi, è il dolore il simbolo di questo processo, ma solamente quando esso trova il cuore.

 

"Tramutare il dolore in bellezza è possibile solo così, e la Pasqua lo racconta: un uomo ucciso brutalmente torna nel quotidiano vivere dei suoi e si fa riconoscere dalle ferite («Metti il dito nei buchi» dice all’incredulo Tommaso, lo invita a «precipitare» nel dolore trasformato in vita dall’amore), perché «risorgere» è precipitare — per amore — nella vita, come afferma Tarì alla fine del libro: «Più il dolore ti schiaccia più la reazione della vita è forte. Come se il male premesse su una molla e ne saltasse fuori il bene. Per chi ha una vita serena è incomprensibile, ma per noi attaccati dalla malattia e dalla morte la vita diventa un bene da spolpare fino all’osso. Sofia ci ha costretti a sorridere quando non ne avevamo la forza, a cantare per ore, a leggere favole, a essere il suo corpo. Quello che inizialmente sentivamo come una forzatura, ha invece insegnato ai nostri cervelli a tracciare una strada alternativa, ha creato nuove sinapsi, prodotto ossitocina. L’esercizio di forzare la felicità alla fine l’ha resa possibile».

 

Risorgere è l’esercizio quotidiano di precipitare (guardare, ascoltare, cercare soluzioni) nella realtà: solo così sboccia la vita in e attorno a noi.

 

Amare non è un’emozione ma un’azione di testa, cuore e corpo, una presa di posizione di fronte alle cose e alle persone, come Tarì dice alle colleghe: «Se vedeste quello che vedo io in lei (Laura), se vedeste dentro questo corpo che non risponde una ragazzina come le altre desiderosa di scoprire, di sapere, di giocare, di interagire, allora tutta la classe sarebbe migliore, voi sareste delle persone migliori e il mondo sarebbe una favola». Solo quando «precipitiamo per amore» anche il dolore dei corridoi del metrò (o della scuola) si trasforma in bellezza ed è Pasqua di resurrezione. Ne abbiamo bisogno tutti: me lo e ve lo auguro. " di Alessandro D'Avenia.

 

Comprendi ora che responsabilità abbiamo? Verso noi stessi, verso gli altri, verso chi verrà, verso chi è venuto, verso il Pianeta Terra...verso quei bambini che oggi vivono queste situazioni assurde e che come puri di cuori hanno molte più possibilità di noi adulti di poter trasformare il dolore in amore. E non credo sia più un'opzione, ma sta diventando sempre di più un nostro DOVERE quello di accompagnare questo rinnovamento.

 

In questo momento la vita chiama forte. E' la legge della polarità a cui siamo sottoposti tutti quanti. Ci sono dolori che lacerano la carne e come Cristo ci insegna, quando Dio lo abbandona nel deserto, proprio in quel momento, diventa UMANO, ovvero compie quel miracolo della morte e risurrezione. Umile davanti al suo Dio, senza perdere la fede, perché sapeva che quella Terra promessa sarebbe potuta germogliare dentro di sé solamente lasciando che la Croce e quei chiodi lo strappassero dalla sua bestia. E tutto diventa un simbolo, la croce, le direzioni, l'Io che muore lasciandosi lacerare dalla fede che la Luce, che la vita, che l'AMORE è molto più grande.

 

Siamo pronti a questo? Siamo pronti ad aprirci, a lasciarci distruggere dentro, a lasciarci svuotare per ritrovare quell'amore che abbiamo perso e che cerchiamo fuori, dimenticandoci che SIAMO AMORE?

 

Io sono vicina, a tutti coloro che stanno conoscendo, attraverso le loro storie, il dolore lacerante. Non è semplice diventare trasformatori di quelle storie quotidiane e proprio per questa ragione, siamo una moltitudine di Anime che si mettono davvero a catalizzare e trasformare anche il collettivo. Sono quelle Anime che non sanguinano addosso agli altri, nonostante le ferite, quelle che sono venute per questo processo. hanno dovuto ricordare come si fa ad aprirsi e lasciarsi attraversare da tutto ciò che fa male, perché solo così la vita evolve, solo così la vita crea, facendo vuoto dentro di noi.

 

Solo così lo Spirito torna ad agire attraverso di noi.

 

Siamo davanti a questo. Stiamo vivendolo insieme. Non è più una scelta ma un DOVERE.

 

Buona Pasqua.

 

Francesca Ollìn

 

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